Fontana, la mascherina sai dove te la puoi mettere?

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La sera di sabato 4 aprile il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha annunciato che dal giorno successivo sarebbe entrato in vigore l’obbligo per tutti i Lombardi di indossare la mascherina se fuori dalla propria abitazione, sempre ovviamente per comprovati motivi di urgenza.

I dittatori del nostro tempo ci tolgono la libertà di sabato sera. Lo aveva fatto anche Conte col decreto dell’8 marzo con il quale aveva chiuso la Lombardia, e successivamente con la diretta Facebook del 21 marzo all’orario improponibile delle 23:30. Ora si aggiunge anche Fontata, con un tempismo molto interessante, visto che la domenica le farmacie sono chiuse, impossibilitando così la gente ad ottenere la tanto agognata mascherina. Avrà pensato che tanto non fa differenza, visto che comunque la maggior parte delle farmacie le ha esaurite. Peccato, caro governatore, che se vuole obbligare la gente a fare qualcosa, deve prima metterle in condizione di poterla fare. Sigh.

In alto la conferenza stampa della Protezione Civile, in basso la conferenza stampa di Fontana.

Fontana pare abbia una vera e propria ossessione per le mascherine. Sono tanti i politici ed esperti che stanno facendo frequenti conferenze stampa in questi giorni per snocciolare gli aggiornamenti sul Coronavirus, e Fontana è l’unico ad avere la smania di indossare la mascherina anche durante le sue conferenze stampa. Lo stesso non si può dire per il capo della protezione civile Angelo Borrelli, che anzi ha dichiarato che lui la mascherina non la porta e che serve solo nel caso in cui non si rispetti la distanza di sicurezza. E questo scontro di opinioni non è piaciuta al sindaco di Milano Beppe Sala, che giustamente ha rilevato che la cosa è disorientante.

Ma il governatore Fontata era finito al centro delle polemiche anche per una diretta su Facebook in cui annunciava l’autoisolamento e si apprestava a indossare la mascherina anche in maniera un po’ goffa. “La mascherina in diretta Facebook non serve a nulla esattamente come non serve metterla in aula alla Camera. Tutti sappiamo che è così, anche chi la indossa. Un gesto inutile e dannoso per il messaggio che diffonde. Spiace che a farlo siano rappresentati delle istituzioni”, scrisse Matteo Orfini, deputato del Pd. 

E adesso ha voluto condividere con noi la sua passione per le mascherine. Una condivisione forzata, visto che da domenica e fino al 13 aprile (ma scommetto tutto quello che volete che ci sarà una proroga) non si potrà più uscire di casa senza la mascherina o comunque senza coprirsi il naso e la bocca con un tessuto. Partendo dal presupposto che le libertà di cui sono stati privati gli italiani sono già tantissime, continuare sulla strada della restrizione mi pare profondamente sbagliato. Manca di rispetto per i 10 milioni di Lombardi che già sono agli arresti domiciliari da un mese, che non possono lavorare, non possono portare soldi a casa per mangiare, che non sanno quando e se avranno la mancia dei 600 euro dell’INPS o della cassa integrazione. Ogni privazione della libertà è un delitto. Chi la toglie dovrebbe come minimo chiedere scusa e farlo cospargendosi il capo di cenere.

Invece Fontana come nulla fosse ha detto: “Vi dico una cosa in più, dovrete, quando potete uscire di casa, coprirvi il volto, la bocca il naso con qualunque strumento utile ad evitare che voi possiate in qualche modo diffondere il virus se per caso siete portatori”. A parte il fatto che basta il distanziamento sociale per non diffondere il virus come ha detto Borrelli. Ma andiamo oltre. Nessun segno di pentimento sul suo volto. Nessun segno di rimorso per questa nuova libertà che ci sta togliendo. Non si fa male a pensare che questi nuovi dittatori del 21esimo secolo ci abbiamo preso gusto.

La dittatura è un processo graduale. Chi è al potere restringe le libertà del popolo per gradi. Questo perché i politici all’inizio temono la reazione del popolo, ma quando vedono che esso non reagisce quando gli viene tolta una libertà, allora il politico non ha più paura del popolo, che ora sa essere totalmente sottomesso. Allora procede con nuove restrizioni, e diventa sempre più tirannico. Inizia a provare pure l’ebbrezza della tirannia. Questo è quello che ha fatto Conte, che prima ha chiuso soltanto alcuni paesi nel lodigiano, poi ha chiuso l’intera Lombardia, infine tutta l’Italia, e ha fatto già una proroga alle nostre restrizioni (ma già si vocifera che continueranno almeno fino a maggio). E questo è quello che ora ha fatto Fontana, imponendoci le mascherine. E, visto che tutti hanno recepito quest’ordine senza fiatare, state sicuri che prossimamente ci sarà una nuova e più pesante restrizione. Forse ci concederà di andare a fare la spesa solo una volta alla settimana?

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