I paragoni con il fascismo si fanno sempre. Tranne quando si dovrebbero fare

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Dalla caduta del fascismo fino al 23 febbraio 2020 non passava giorno che qualcuno non facesse un paragone con il fascismo. La sinistra ha sempre usato questa tattica, che in gergo si chiama “Reductio ad Hitlerum” (Mussolinum) per attaccare chiunque non la pensasse come loro. Salvini ormai ci ha fatto l’abitudine. Se non si svegliava la mattina con un giornalista alla tv o sui giornali che gli dava del fascista, allora c’era da preoccuparsi. Hanno dato del fascista pure al liberale Berlusconi nel 1994. Ho sentito addirittura gente di destra usare questa tattica per attaccare gli avversari di sinistra (quando invece che usare il fascismo come metro di paragone, basterebbe usare il comunismo che è stato di gran lunga peggiore e più atroce).

Questa pratica è rimasta in uso fino al 23 febbraio 2020, data del primo DPCM di Conte che spianò la strada alla privazione delle nostre libertà. Bene, adesso che abbiamo la vera e propria dittatura, perché nessuno fa più paragoni con il fascismo?

I DPCM di Conte che ci hanno messo agli arresti domiciliari sono prima di tutto incostituzionali. I padri costituenti non hanno voluto prevedere lo stato di emergenza nella Costituzione, in quanto temevano che qualcuno potesse sfruttarlo per prendere pieni poteri e fare il dittatore. Quello che è successo appunto con i DPCM di Conte, che senza essere passato attraverso il parlamento, senza averli sottoposti all’esame della Corte Costituzionale, ha potuto fare ciò che voleva di noi, della nostra libertà. Complice anche l’opposizione che non ha fatto l’opposizione, e anzi alcuni politici della Lega hanno addirittura spinto per misure più stringenti. È ovvio che se tutti sono d’accordo a violare la Costituzione, maggioranza e opposizione insieme, nulla impedirà loro di violarla.

In secondo luogo, la misure che sono state prese ci privano delle libertà che ci caratterizzano in quanto esseri umani. Solo gli animali non sono liberi di andare dove vogliono. I gatti e i cani che abitano con noi, gli animali negli zoo. Loro non hanno la libertà di andare dove vogliono. Ma noi siamo esseri umani, noi siamo nati con il diritto intrinseco di essere liberi di circolare dove vogliamo, entro i confini dello Stato in cui siamo nati.

Anche ai carcerati viene tolta la libertà di circolazione. Ma noi che cosa abbiamo fatto per meritarci questi arresti domiciliari? Abbiamo forse minimizzato il pericolo del Coronavirus, oppure ci siamo fatti promotori della campagna #abbracciauncinese per inculcare nella testa della gente che se siamo diffidenti di chi torna dalla Cina allora siamo per forza razzisti?

No. Non lo abbiamo fatto. Non ci meritiamo la privazione delle nostre libertà. E allora perché nessuno paragona Conte a Mussolini, e i suoi DPCM alle leggi razziali? Perché gli stessi che avevano paragonato i decreti sicurezza di Salvini alle leggi razziali, ora sono muti di fronte alla privazione delle libertà di noi tutti (anche degli immigrati che loro amano tanto)? E perché coloro che fanno gli spioni e che chiamano la polizia appena vedono i loro vicini uscire di casa non vengono chiamati delatori? E perché la polizia che non ha niente di meglio da fare che inquisire chiunque si azzardi a mettere il piedino fuori di casa non viene chiamata Gestapo o SS?

Siamo veramente tutti così facilmente disposti a farci intrappolare nella dittatura? Veramente è bastata la paura di un virus che ha una mortalità bassissima e che colpisce quasi esclusivamente anziani con malattie preesistenti per farci rinunciare a tutte le nostre libertà e a metterle in mano ad una persona, “l’avvocato del popolo” Giuseppe Conte, che non è neanche stata eletta dal popolo italiano? Siamo sicuri che la dittatura sia solo il ricordo di un passato irripetibile, e che non sia invece una realtà, quella in cui viviamo e in cui vivremo per ancora tanti mesi, con il nostro assenso?

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