Il governo ha diffuso previsioni sbagliate col fine di terrorizzarci

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L’altro ieri l’Istituto Superiore di Sanità aveva mandato a tutti i giornali la sua previsione, secondo la quale, se l’Italia riaprisse oggi stesso, a giugno ci sarebbero 151mila ricoveri in terapia intensiva.

Questo numero è stato strombazzato da tutti i giornali e i telegiornali, e ha fatto stappare una bottiglia di champagne a Conte che ha potuto servirsi di questo nuovo terrore mediatico per giustificare la proroga degli arresti domiciliari che ci ha imposto.

Questo numero mi è parso fin da subito molto poco credibile, e oggi ne ho avuto la conferma.

Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha infatti rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, che troverete in fondo a questo articolo.

Di questo ne ha parlato il noto giornalista Nicola Porro nella sua quotidiana rassegna stampa. Porro specifica che il numero di 151mila è stato stimato basandosi su una popolazione di 150 milioni, ben lontana dai 60 milioni del nostro Paese. Viene da chiedersi come sia possibile che l’Istituto Superiore di Sanità, un ente pubblico e governativo, divulghi questi dati sbagliati di proposito. La risposta è semplice: hanno bisogno di incutere terrore nella popolazione affinché noi accettiamo inermi e impassibili tutti i furti di libertà (cioè di vita) che il dittatore Conte ci ha imposto senza scadenza.

Qui sotto trovate il video in cui spiega chiaramente le cose come stanno, che vi consiglio di divulgare sui social insieme a questo articolo.

L’intervista del professor Remuzzi

“Il loro dossier – dice Remuzzi al Corriere della Sera – prende in considerazione 92 scenari possibili. Ma tra 92 e zero, è uguale. Significa non avere idea di quello che succederà. Che è la pura verità, e andrebbe detta. Non lo sa nessuno. Se prevedi che tutto, ma proprio tutto vada male, si avrà un numero importante di ricoveri in terapia intensiva. Ma non quello (150 mila), al quale si arriva solo sovrastimando in modo abnorme la popolazione anziana in Italia. Lo scenario peggiore non è impossibile, ma anche a livello statistico è molto improbabile”.

“Per la fase due – prosegue Remuzzi al Corriere – occorre innanzitutto dire la verità. Gli italiani devono avere ben chiaro che riaprire significa avere quasi automaticamente un certo numero di nuovi malati. E non stiamo parlando di poche decine. A giugno è possibile che ci sia una ricaduta, potrebbe succedere. Ma non con lo scenario peggiore. Dovremo gestirla con la capacità di adattare la risposta, soprattutto isolando subito le persone contagiate. Adesso sappiamo come si fa”.

“Sbagliato tenere chiuse le scuole – conclude Remuzzi – i bambini non si infettano. I loro genitori, più o meno giovani, difficilmente sviluppano malattie importanti. Invece noi lasciamo le nuove generazioni a casa dai nonni. Un altro modo di mescolare. A mio avviso, un grave errore”.

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