Non esistono casi di trasmissione del virus da bambino ad adulto

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Non esiste un solo caso di trasmissione di Covid-19 da un bambino di età inferiore ai 10 anni, nemmeno secondo l’OMS.

Studi sul Covid-19 mostrano come il virus non si diffonda attraversi i bambini, e che essi hanno una probabilità molto più bassa di infettarsi rispetto agli adulti.

Questa scoperta è stata divulgata dopo che la Svizzera ha annunciato che i bambini al di sotto di 10 anni possono tornare ad abbracciare i nonni in quanto non rappresentano alcun pericolo per loro. Il capo del Dipartimento di Salute Pubblica, infatti, ha detto: “I bambini vengono infettati molto raramente e non trasmettono il virus. Per questo non rappresentano alcuna minaccia per pazienti più vulnerabili”.

Uno studio condotto dal dottor Alasdair Munro del Royal College of Paediatricians and Child Health è giunto a simili conclusioni. Il dottore ha detto: “Il Coronavirus sembra colpire i bambini meno frequentemente, e con minor severità, e molti bambini sono del tutto asintomatici o con sintomi lievi. Sono stati registrati casi di sintomatologia grave, ma sono molto rari. Altri studi dovranno essere fatti, ma sembra probabile che i bambini non siano il mezzo di trasmissione del virus.”

Un altro studio condotto dal centro pediatrico “Don’t Forget the Bubbles” ha aggiunto: “La commissione congiunta Cina/OMS non ha trovato un solo caso di trasmissione del virus da bambino ad adulto“.

Un’altra prova viene dal caso di un bambino di 9 anni che ha contratto il virus nelle Alpi francesi ma non lo ha trasmesso a nessuno malgrado essere stato in contatto con 170 persone.

Kostas Danis, un epidemiologista della sanità pubblica francese, ha detto: “Malgrado esista la possibilità che i bambini possano contagiare altri, non è mai stato registrato un solo caso, e non esiste alcuna evidenza che chiudere le scuole serva a qualcosa“.

Un’altra prova viene dalla Cina, dove, nei casi in cui intere famiglie erano state contagiate, i bambini erano sempre coloro che presentavano i sintomi più lievi.

Articolo originale (in inglese).

Le mie conclusioni

Il governo italiano sta studiando la possibilità di riaprire scuole e asili nidi in via sperimentale. Ma, come al solito, bisognerà aspettare il parere del comitato tecnico scientifico, senza il quale nulla si muove in questo Paese. Si potrà partire solo da giugno, e ci saranno un sacco di misure restrittive che sicuramente avranno un impatto psicologico sui bambini (gruppi di lavoro di massimo 6 alunni, entrate scaglionate, non si potranno portare giocattoli da casa, i genitori che verranno a prendere i figli dovranno disinfettarsi e sottoporsi al controllo della temperatura…),

Insomma, si parla di stravolgere la vita dei bambini e di far perdere loro almeno un altro mese di educazione. E tutto questo senza nessuna prova scientifica (come scritto in questo articolo, non è mai stato registrato un solo caso al mondo di trasmissione da bambino ad adulto). Il nostro governo è ossessionato dal rischio zero. Nel nome del rischio zero saremo l’ultimo paese al mondo a riaprire, e lo faremo sottoponendoci a un sacco di regole che condizioneranno la nostra vita per mesi o anni.

Questa è la morte del nostro Paese. Nel nome del rischio zero, senza basarsi su nessuna prova scientifica, si sta distruggendo l’economia e si sta togliendo la libertà a 60 milioni di persone, a colpi di DPCM privi di valore legale. Questa è follia, e qualcuno dovrà risponderne.

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