Siamo realmente in dittatura, e questo fatto ne è la prova

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“Siamo in dittatura!”. Quest’espressione l’avrete sentita tantissime volte. Ma avrete anche pensato che chi la dice lo fa per esasperare un concetto, non perché ci sia realmente una dittatura in atto.

Ebbene, sto scrivendo l’articolo che non avrei mai voluto scrivere. Perché sì, stavolta dire “siamo in dittatura” ha un significato letterale, non figurato. Quello che stanno vivendo oggi gli italiani ha tutte le caratteristiche di una reale dittatura – come quella fascista, comunista, cubana ecc…

I fatti di Milano

Eccone la prova. Avete appreso quello che è successo ieri a Milano? Ristoratori e gestori di bar sono scesi in piazza all’Arco della Pace, per protestare contro la chiusura forzata imposta dal governo. Un portavoce ha dichiarato: “Non si può sopravvivere col delivery, ci sono le bollette e gli affitti da pagare oltre agli stipendi dei dipendenti. Se apriamo falliamo”. Erano presenti anche alcuni dipendenti. I manifestanti hanno posizionato simbolicamente delle sedie vuote. All’inizio della manifestazione le forze dell’ordine hanno chiesto i documenti a tutti, rassicurando loro che si trattava di un semplice controllo. Invece alla fine sono stati tutti multati.

Non è l’unico caso di manifestazioni organizzate che finiscono in multe a tappeto. Era successo anche a Roma. Eppure, in queste manifestazioni si è sempre rispettata la distanza di sicurezza di un metro. Ma la Questura di Milano ha precisato: “Le sanzioni sono state elevate per violazione del divieto di assembramento (questa parola risale all’epoca del fascismo, dove c’era il divieto assoluto di assembramenti anche tra i giovani, ndr), che è un’altra cosa rispetto al distanziamento di almeno un metro, che è una misura sanitaria”. Questo cosa significa? Significa due cose: la prima che ad oggi, in Italia, è vietato manifestare; la seconda che non è una misura presa contro il Coronavirus, per il quale è sufficiente rispettare la distanza sociale.

Lo Stato viola la Costituzione e vieta le proteste per i diritti civili

Perché da questo si capisce che siamo in dittatura? Molto semplice: quando lo Stato toglie un diritto costituzionalmente garantito (come quello di movimento, di manifestare, di lavorare ecc…), e poi vieta alle persone di manifestare per chiedere di riavere quel diritto, ebbene, questa è dittatura. Gli unici governi che, nel corso della storia, hanno vietato le manifestazioni di protesta sono state esclusivamente le dittature (Cina, Unione Sovietica, Corea del nord, Venezuela ecc…). Solo in dittatura vengono vietate le manifestazioni del dissenso, e ciò è aggravato dal fatto che queste manifestazioni hanno un motivo ben preciso: protestare contro la violazione della Costituzione commessa dallo Stato.

Quindi, lo Stato ha violato la Costituzione (cosa che non dovrebbe mai fare, non esistono eccezioni di alcun genere) e poi ha vietato che ci si potesse opporre. Le proporzioni della gravità di questo fatto sono inaudite. Mai nella storia della Repubblica Italiana era successo che venissero violati così palesemente così tanti diritti fondamentali, e che per giunta venisse instaurato uno stato di polizia per tenere a bada i cittadini che non si piegano servilmente.

Il vero virus è la dittatura, e non abbiamo gli anticorpi

Mi ricordo quando pochi mesi venne pubblicato il libro di Bruno Vespa “Perché l’Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare)”, in cui il celebre giornalista ci spiega e rassicura che l’Italia ha sviluppato gli anticorpi contro il ritorno del fascismo. Sì, è vero, pensai, in Italia non ci sono le condizioni per il ritorno di una dittatura chiamata “fascismo” e in cui la polizia indossa delle camicie di color nero. Ma, mi chiedevo, se quella stessa dittatura tornasse con un altro nome e sotto altre spoglie, magari con le sembianze della sinistra che tanto ha predicato in difesa della democrazia e della libertà, sapremmo difenderci da tale minaccia? O verremmo colti di sorpresa da un nemico che credevamo buono e innocuo? Oggi, soltanto pochi mesi dopo, ho appreso la risposta: NO.

Non abbiamo gli anticorpi contro il ritorno della dittatura in generale, solo quelli contro il ritorno della dittatura fascista. Infatti, al momento in cui vi scrivo, il popolo italiano sta ancora subendo inerme gli stupri di libertà compiuti da questo governo, con pochi tentativi di protesta che vengono subito soppressi da agenti senza scrupoli muniti di verbale (a loro ho dedicato questo articolo). Ma, prima o poi, dovremo farceli gli anticorpi contro questo nuovo tipo di dittatura che non conoscevamo, e che quindi non temevamo. Che sia giunto il momento di farceli? Se pensate che la risposta sia sì, allora è giunto il momento di combattere. Oppure volete aspettare altri vent’anni e una guerra sanguinosa per farlo?

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